Prima della moltiplicazione, chiarisci cosa stai acquistando
Una proposta da 14 € a cartella può sembrare più economica di una da 16 €. Il confronto non è ancora possibile se una cartella ha 1.500 battute e l’altra ne ha 2.000. Mancano inoltre il perimetro dei servizi e la base del conteggio.
I modelli contrattuali AITI prevedono di specificare unità e compenso. Per usare questa indicazione in modo pratico, costruisci una scheda con quantità, unità, tariffa e importo. Non occorre interpretare il contratto al posto di un professionista: qui il controllo riguarda la coerenza aritmetica e la chiarezza dei dati.
Descrivi anche il materiale. Una traduzione di testo corrente non è lo stesso incarico di una traduzione con tabelle da ricostruire, immagini da trascrivere o impaginazione da rifare. Il contatore misura una quantità testuale; non determina da solo il lavoro necessario né il prezzo equo del servizio.
Il testo di partenza e quello di arrivo non sono intercambiabili
Chiedi se le cartelle sono misurate sull’originale o sulla traduzione finale. Nel primo caso puoi ottenere una quantità prima di cominciare. Nel secondo il totale può essere definito soltanto dopo la traduzione, salvo un importo concordato o altre condizioni specifiche.
Non applicare una percentuale universale per prevedere quanto crescerà o si accorcerà una lingua rispetto a un’altra. Il risultato dipende da coppia linguistica, contenuto, stile e scelte redazionali. Per capire la conseguenza sul preventivo basta un esempio dichiaratamente ipotetico: 30.000 battute iniziali e 33.000 finali sono due basi diverse.
Se il divisore è 1.500, le due quantità valgono venti e ventidue cartelle. Con una tariffa di esempio di 12 € il prodotto è 240 € oppure 264 €. I numeri mostrano perché la base va esplicitata; non prevedono la variazione di una traduzione concreta. La guida su originale e testo tradotto approfondisce il controllo del perimetro.
Confrontare la stessa quantità di testo
| Offerta ipotetica | Costo per 1.000 battute | Costo per 30.000 battute |
|---|---|---|
| 12 € / 1.500 battute | 8,00 € | 240,00 € |
| 15 € / 2.000 battute | 7,50 € | 225,00 € |
| 12 € / 1.500 convertita a 1.800 | 14,40 € / 1.800 | 240,00 € |
Un calcolo completo, dalla quantità all’importo
Considera 31.500 battute con spazi, una cartella da 1.500 e una tariffa ipotetica di 12 €. Le cartelle sono ventuno: 31.500 diviso 1.500. L’importo proporzionale è 252 €, cioè ventuno per dodici. Il controllo inverso sulle battute restituisce 31.500 e verifica che non sia stato usato un divisore diverso.
Usa il calcolatore con tariffa per rifare l’operazione. Inserisci la tua cifra concordata, non quella dell’esempio come se fosse una raccomandazione di mercato. Il risultato mostrato non aggiunge automaticamente imposte, contributi, minimi d’incarico o prestazioni ulteriori.
Conserva tutti i decimali durante la divisione e arrotonda l’importo al passaggio previsto dall’accordo. Se il pannello mostra due decimali per le cartelle, ciò non significa che debba essere usato quel valore già arrotondato nel prodotto. Su molti documenti piccoli, troncare prematuramente può accumulare una differenza visibile.

Dove si applica l’arrotondamento cambia il totale
Prendi due documenti da 2.100 battute ciascuno e una cartella da 1.500. Ogni documento vale 1,4 cartelle. Se conteggi il progetto complessivo, le battute sono 4.200 e le cartelle effettive 2,8. Arrotondando il totale all’intero superiore ottieni tre.
Se invece l’accordo prevede un arrotondamento separato per documento, ciascuna quantità da 1,4 diventa due. La somma fatturata è allora quattro cartelle. Non è la stessa regola: deve essere dichiarata, soprattutto per lotti con molti file brevi.
Il dato effettivo di 2,8 non va cancellato dal riepilogo. Mostra sia la quantità misurata sia quella eventualmente fatturata. Così puoi distinguere una divergenza nel conteggio da una condizione commerciale. Quando le parti parlano entrambe di “tre cartelle” ma usano passaggi diversi, il numero finale può nascondere problemi che emergeranno nel lotto successivo.
Come confrontare tariffe con cartelle diverse
Per confrontare due offerte equivalenti nel servizio, puoi riportarle alla stessa quantità di testo. Una tariffa di 12 € per 1.500 battute equivale aritmeticamente a 8 € per 1.000 battute. Una tariffa di 15 € per 2.000 equivale a 7,50 € per 1.000. La seconda tariffa nominale è più alta, ma il costo unitario del testo è più basso nell’esempio.
La formula di conversione è tariffa nuova uguale tariffa vecchia moltiplicata per nuova dimensione e divisa per vecchia dimensione. Convertire 12 € da una cartella di 1.500 a una da 1.800 dà 14,40 €. Stai conservando lo stesso rapporto economico per battuta.
Questo confronto non cancella differenze nel servizio. Revisione, controlli terminologici, gestione dei formati e tempi possono cambiare l’offerta. Usa l’equivalenza per evitare errori sulle unità; non presentarla come una classifica della qualità dei traduttori o come prova che tutte le offerte debbano avere lo stesso prezzo.
Le voci da tenere fuori dal semplice conteggio
Un minimo d’incarico può rendere il totale diverso dal prodotto per una quantità molto piccola. Un’urgenza o una lavorazione grafica possono essere indicate separatamente. Un documento scansionato può richiedere trascrizione o riconoscimento del testo prima della traduzione. Nessuna di queste attività è misurata correttamente soltanto dal numero di cartelle estratte.
Fai un controllo di completezza sugli allegati prima di approvare una quantità. Se hai contato il solo corpo del documento e le immagini contengono testo da tradurre, il preventivo potrebbe basarsi su un campione incompleto. Comunica il limite e chiedi come trattare quella porzione.
Non aggiungere o sottrarre da solo componenti fiscali usando indicazioni generiche trovate in una tabella. La loro applicazione dipende dal caso e va verificata con chi emette il documento. Il calcolatore del sito restituisce una stima del servizio dalle cifre inserite, non una verifica fiscale del preventivo.
Un preventivo confrontabile in una riga e quattro allegati
La riga essenziale contiene il nome del progetto, la base, le battute, il divisore, la tariffa e la regola per le frazioni. Può essere affiancata da elenco dei file, descrizione dei servizi inclusi, scadenza e condizioni economiche complete. I documenti devono corrispondere alla versione sulla quale è stato eseguito il conteggio.
Se il file cambia dopo il preventivo, misura la nuova versione senza sovrascrivere il dato precedente. Registra la differenza e chiedi se si tratta di una revisione inclusa o di nuovo materiale. Non tutte le variazioni di lunghezza descrivono il tempo necessario, ma rendere visibile la quantità evita equivoci su cosa sia stato aggiunto.
Un buon controllo termina quando le parti possono rifare lo stesso calcolo sui medesimi materiali. Se una cifra non torna, riparti dalla base e dalle unità prima di discutere la tariffa. Spesso la causa è una cartella diversa, un arrotondamento per file o un allegato escluso, non una moltiplicazione sbagliata.
Controlla come hai inserito i numeri
Una verifica semplice è controllare l’ordine di grandezza. Se venti cartelle a 12 € producono migliaia di euro, hai probabilmente inserito un separatore nel modo sbagliato o applicato la tariffa alle battute anziché alle cartelle. Una tariffa per mille battute non va incollata senza conversione nel campo per cartella. Annota sempre l’unità accanto alla cifra originale e prova un caso piccolo, come una sola cartella, prima di utilizzare i dati dell’intero progetto. Questo controllo evita errori che una moltiplicazione formalmente corretta non può rilevare.
Fonti e verifiche
- AITI, contratti tipoEsplicitazione dell’unità di compenso e del totale nel modello.
Controlli specifici di questa guida
- 31.500 / 1.500 × 12 = 252.
- Due file da 2.100: totale 2,8 cartelle; arrotondamento sul lotto 3, sui file 4.
- 12 × 1.800 / 1.500 = 14,40.