contacaraIl tuo testo resta tuo

Word, Excel e Microsoft 365

Come contare le occorrenze di un carattere o di un testo in Excel

Per un carattere confronta la lunghezza originale con quella ottenuta rimuovendolo: <code>=LUNGHEZZA(A2)-LUNGHEZZA(SOSTITUISCI(A2;"a";""))</code>. Per una stringa di più caratteri dividi la differenza per la lunghezza cercata. Il metodo considera corrispondenze non sovrapposte e richiede un criterio preciso per maiuscole, spazi e segni.

Occorrenze dentro una cella o numero di celle

Una cella può contenere tre virgole, due riferimenti allo stesso codice oppure una parola ripetuta. Contare questi elementi all’interno del testo è diverso dal contare quante celle contengono quel testo. Una riga con cinque occorrenze contribuisce cinque al primo totale e una al secondo. Scegli la domanda prima della formula.

Il metodo descritto qui è adatto a un carattere preciso o a una sequenza esatta. È utile, per esempio, per controllare delimitatori in una lista o la presenza ripetuta di un marcatore editoriale. Non riconosce automaticamente parole intere: cercare “arte” trova quella sequenza anche in una stringa più lunga che la contiene.

Se ti serve sapere quante righe contengono un termine, passa alla guida su CONTA.SE e celle con testo. Se devi contare parole in senso editoriale, definisci invece i confini e considera un conteggio dedicato. Cambiare formula senza cambiare il titolo della colonna può produrre un riepilogo numericamente plausibile ma semanticamente sbagliato.

La differenza di lunghezza per un carattere

Inserisci in A2 il testo casa, mare, sole. Le virgole sono due. La formula =LUNGHEZZA(A2)-LUNGHEZZA(SOSTITUISCI(A2;",";"")) elimina tutte le virgole in una rappresentazione temporanea e sottrae la nuova lunghezza dall’originale. Poiché ogni virgola occupa un carattere, la differenza è proprio il numero cercato.

La cella originale resta invariata. Puoi affiancare una colonna con il testo trasformato per rendere il procedimento ispezionabile, ma non è necessario riscrivere il contenuto di origine. Questo è importante quando la virgola ha un valore nel dato e non deve essere cancellata dal documento finale.

Per cercare uno spazio ordinario usa lo spazio tra virgolette come carattere da sostituire. Per un punto usa un punto letterale: in SOSTITUISCI non stai scrivendo un’espressione regolare. Non trasferire in questa formula le regole dei caratteri jolly di CONTA.SE. Funzioni differenti possono interpretare in modo differente la stessa punteggiatura inserita nei loro argomenti.

Che cosa misura la differenza di lunghezza

TestoRicercaRisultato
casa, mare, sole,2
AB-AB-XAB2, dopo divisione per 2
aAaa2 con distinzione del caso
aaaaaa2 non sovrapposte
Esempi originali: la formula per una stringa divide i caratteri rimossi per la lunghezza del criterio.

Una stringa di due caratteri rimuove due caratteri ogni volta

Supponi di cercare il marcatore AB nel testo AB-AB-X. Le occorrenze sono due. Rimuovendo AB perdi quattro caratteri, non due. Per risalire al numero delle corrispondenze devi dividere la differenza di lunghezza per la lunghezza del marcatore, che in questo esempio è due.

Metti il testo cercato in D2 e usa =(LUNGHEZZA(A2)-LUNGHEZZA(SOSTITUISCI(A2;D2;"")))/LUNGHEZZA(D2), controllando prima che D2 non sia vuota. Una ricerca vuota non rappresenta un termine da contare e porta anche a una divisione per zero. È preferibile segnalare “inserire il testo cercato” invece di attribuire un totale arbitrario.

La cella di ricerca rende il foglio riutilizzabile, ma controlla i riferimenti quando copi la formula. Se tutte le righe devono usare D2, il riferimento al criterio va mantenuto fermo, per esempio con $D$2. Il riferimento al testo della riga deve invece avanzare. Una serie di zeri può dipendere da un criterio scivolato su una cella vuota.

AB-AB-X contiene due AB; rimuovendoli si passa da sette a tre caratteri. I quattro caratteri rimossi divisi per la lunghezza due danno due occorrenze.
Il bersaglio deve essere non vuoto. Il metodo riguarda corrispondenze non sovrapposte. Apri l’immagine a dimensione intera

Maiuscole e minuscole sono una decisione

SOSTITUISCI distingue la sequenza cercata secondo la sua scrittura. Se cerchi a, non attribuire automaticamente alla formula anche il conteggio di A. Quando vuoi ignorare la distinzione, prepara una colonna normalizzata e applica lo stesso criterio anche alla stringa cercata, usando una trasformazione coerente.

Per una singola lettera puoi provare il campione aAa. La ricerca della a minuscola deve individuare due occorrenze con il criterio distinto. Se converti tutto in minuscolo per una ricerca non sensibile al caso, le occorrenze diventano tre. Conservare entrambi i risultati sul campione rende chiara la differenza al collega che userà il foglio.

Non modificare però i codici originali quando maiuscole e minuscole hanno significato. Un’etichetta tecnica o un identificativo potrebbe distinguere forme che nel linguaggio comune considereresti equivalenti. Il convertitore maiuscole e minuscole è utile per un testo ordinario, mentre nel foglio la trasformazione va documentata come passaggio di analisi.

La ricerca non conta tutte le sovrapposizioni possibili

Nel testo aaaa, la sequenza aa può iniziare in tre posizioni se permetti sovrapposizioni. La sostituzione di sequenze non sovrapposte ne rimuove invece due. La formula basata sulla differenza di lunghezza restituisce due. Non presentarla come soluzione per tutte le ricerche possibili senza dichiarare questa regola.

Per delimitatori come una virgola o un marcatore che non si sovrappone a se stesso, il problema spesso non si presenta. Per sequenze ripetitive, analisi di codici e stringhe tecniche può essere decisivo. Inserisci il caso sovrapposto tra i controlli prima di adottare il metodo per un intero archivio.

Anche la ricerca di parole richiede attenzione ai confini. “mare” dentro “marea” è una corrispondenza di caratteri, non necessariamente una parola autonoma. Aggiungere semplicemente spazi prima e dopo il termine non copre tutti i casi con punteggiatura e inizio o fine della cella. Se i confini sono importanti, definisci un sistema di tokenizzazione anziché sommare correzioni manuali.

Riepiloga soltanto dopo aver verificato ogni riga

Per un intervallo, calcola le occorrenze in una colonna di appoggio e somma i risultati. Mantieni accanto l’identificativo della riga. Se il totale è inatteso, potrai vedere quali descrizioni contribuiscono di più. Un’unica formula estesa all’intero foglio nasconde invece facilmente una cella esclusa o un riferimento sbagliato.

Non dedurre dal numero dei delimitatori il numero delle voci senza controllare il formato. Due virgole possono separare tre elementi, ma una virgola dentro una descrizione può essere parte del contenuto. Un separatore finale può inoltre creare una posizione vuota. Il conteggio del carattere è esatto per il testo scelto; l’interpretazione della struttura richiede un’ulteriore regola.

Conserva un campione con zero, una e più occorrenze, oltre a una riga vuota. Se un risultato è un errore, risali alla cella di origine e al criterio prima di sostituirlo con zero. Un riepilogo destinato a una decisione deve distinguere “nessuna occorrenza” da “riga non valutata correttamente”.

Se il risultato è frazionario o inatteso

Per stringhe ordinarie e corrispondenze complete, la differenza deve essere un multiplo della lunghezza del criterio. Se ti aspetti di cercare un marcatore di due caratteri e ottieni un risultato frazionario, verifica che il divisore misuri esattamente la stessa stringa usata nella sostituzione. Una cella diversa o uno spazio aggiunto soltanto in uno dei due punti può rompere questa corrispondenza.

Non arrotondare il risultato per nascondere la differenza. Un conteggio di occorrenze deve essere intero per ragioni logiche, quindi la frazione è un segnale da investigare. Controlla anche che il testo cercato non sia cambiato durante la copia delle formule e che non sia stata rimossa soltanto un’occorrenza specifica mediante il quarto argomento di SOSTITUISCI.

Per testi con emoji e sequenze Unicode composte, mantieni coerenti versione di compatibilità e unità di lunghezza. La guida su emoji e LUNGHEZZA spiega perché un simbolo visibile può non corrispondere a una sola unità. Per verificare delimitatori amministrativi, un campione con lettere, cifre e punteggiatura ordinaria evita di confondere questo problema con quello delle corrispondenze.

Fonti e verifiche

Controlli specifici di questa guida
  • Documentazione Microsoft aperta e sintassi confrontata con i riferimenti indicati.
  • Esempi originali verificati per sostituzioni e somme; nessuna esecuzione in Excel dichiarata.

Criteri editoriali, fonti e processo di revisione

Passa dal metodo al tuo testo.

Apri lo strumento e controlla il risultato con i criteri appena descritti.

Apri lo strumento