Questo analizzatore conta le occorrenze di una parola o di un’espressione e ne mostra la frequenza percentuale con un denominatore dichiarato. L’elenco propone anche le sequenze più usate. Non assegniamo un punteggio SEO: una percentuale, da sola, non determina utilità, naturalezza o posizionamento.
Misurare un’espressione precisa
Incolla il testo e scrivi nel campo di ricerca la parola o la frase che vuoi esaminare. La ricerca confronta parole intere, non qualsiasi sottostringa. Cercare “arte” non significa contare automaticamente la porzione finale di “parte”.
Per impostazione iniziale il confronto ignora maiuscole e minuscole. Attiva l’opzione dedicata quando la distinzione ha senso nel tuo caso, per esempio in un controllo di sigle. L’apostrofo tipografico e quello diritto vengono resi equivalenti, mentre forme grammaticali diverse restano diverse.
La ricerca segue le regole del motore per parole e frasi. Non usa un dizionario di sinonimi e non interpreta l’intenzione dell’autore. Un termine usato in due significati diversi viene comunque contato se la forma coincide. Il risultato serve a trovare punti da leggere, non a decidere automaticamente quali eliminare.
Il denominatore cambia con la lunghezza dell’espressione
Per una parola, la percentuale confronta le sue occorrenze con il numero delle parole. Per una frase di due o tre parole, contiamo le sequenze della stessa lunghezza all’interno delle frasi. Non attraversiamo i confini delle frasi per creare nuove espressioni.
Il testo “Il testo aiuta. Un testo chiaro aiuta.” contiene sette parole. “testo” compare due volte, quindi la frequenza è 2 ÷ 7 × 100, circa 28,57%. Le sequenze di due parole sono invece cinque: due nella prima frase e tre nella seconda. “testo chiaro” compare una volta, cioè il 20% di quelle cinque sequenze.
Altri strumenti possono dividere anche le espressioni per il totale delle parole. I numeri non sono confrontabili senza conoscere questa scelta. Per questo mostriamo separatamente occorrenze, percentuale e sequenze confrontate.
Perché 28,57% e 20% possono descrivere lo stesso testo
| Testo campione | Espressione | Occorrenze | Denominatore | Frequenza |
|---|---|---|---|---|
| Il testo aiuta. Un testo chiaro aiuta. | testo | 2 | 7 parole | 28,57% |
| Lo stesso campione | testo chiaro | 1 | 5 sequenze di due parole | 20,00% |
Usare le liste di una, due e tre parole
Il pannello frequenze mostra fino a dodici espressioni, ordinate per occorrenze. Puoi passare da parole singole a gruppi contigui di due o tre parole. La lista non include tutti i termini del documento: è un riepilogo delle forme più ricorrenti.
Il filtro delle parole comuni nasconde espressioni composte solo da elementi frequenti come articoli e preposizioni. Non elimina quelle parole dal testo prima di costruire le sequenze. In “testo e grafica” non crea quindi artificialmente “testo grafica”. La posizione originale delle parole rimane il riferimento.
Il filtro non è una valutazione semantica. Può lasciare visibile una formula poco utile o nascondere una particella che ha un significato importante nel tuo argomento. Disattivalo quando vuoi verificare tutte le sequenze frequenti, e controlla direttamente la bozza per capire a cosa si riferiscono.
Quando una ripetizione aiuta e quando ostacola
Una parola ripetuta può mantenere preciso il soggetto di una procedura. Sostituire ogni occorrenza con un sinonimo può far sembrare che due nomi descrivano funzioni diverse. In una guida tecnica la coerenza dei termini è spesso più utile della varietà fine a sé stessa.
Una ripetizione diventa da rivedere quando ripropone la stessa informazione senza aggiungere un passaggio, oppure quando una frase generica occupa spazio che potrebbe essere usato per spiegare una condizione reale. Prima di cancellare, chiediti se il lettore perderebbe un riferimento o un’istruzione.
Per un confronto prima e dopo, conserva una copia della bozza. Un cambiamento nella percentuale può dipendere dall’aggiunta di altre parole e non dalla rimozione del termine osservato. Guarda quindi anche il numero assoluto delle occorrenze.
Nessuna percentuale ideale per la SEO
Questo strumento non raccomanda di raggiungere una quota prefissata di parole chiave. Inserire una frase in ogni paragrafo per far salire una percentuale può rendere il contenuto innaturale. Le norme di Google includono l’uso eccessivo di parole chiave tra le pratiche di spam.
Il controllo utile consiste nel verificare che titolo, risposta iniziale e spiegazione descrivano davvero il compito della pagina. Un argomento può richiedere termini tecnici ripetuti, ma richiede anche esempi, precisazioni e relazioni comprensibili. Il contatore di frequenza non sostituisce questa revisione.
Non mostriamo semafori “ottimizzato” o “non ottimizzato”, perché implicherebbero un rapporto tra percentuale e qualità che il calcolo non dimostra. Usa i risultati come una vista quantitativa del testo, insieme alla verifica dell’intento e delle informazioni offerte.
Limiti da considerare prima di interpretare i dati
Non eseguiamo analisi morfologica: “scrive”, “scrivere” e “scritto” sono forme distinte. Non riconosciamo automaticamente entità, argomenti impliciti o citazioni che dovrebbero essere escluse. Se una parte del documento non deve influire sul confronto, prepara nell’editor solo il contenuto pertinente.
Una bozza importata da un PDF può contenere parole spezzate o blocchi in un ordine errato. Verifica l’estrazione prima di misurare le ripetizioni. Per esaminare una singola parola nel contesto puoi usare anche la funzione Trova del tuo editor, evitando di affidare la revisione alla sola lista numerica.
Fonti e metodo
- Google Search Central: norme relative allo spamUso eccessivo di parole chiave: ripetizioni finalizzate alla manipolazione.
- Unicode Standard Annex #29Segmentazione di grafemi e parole: unità distinte dai byte.
Le regole applicate ai risultati sono documentate in Come contiamo. Le stime sono esplicite e modificabili; i formati complessi richiedono un controllo dell’estrazione.